Dove ci porterà il coronavirus?

Se ne sentono di tutti i colori.

Alcune estremamente positive ma altre alquanto negative.

Quel è la verità?

Nessuno lo sa con certezza ma sicuramente qualcosa cambierà e non ce ne dimenticheremo molto presto.

“Periodi duri creano persone forti.”

E persone forti portano periodi di abbondanza; la storia insegna e sicuramente una situazione simile si è già presentata, ma questo non è il punto.

Il punto è se siamo pronti o no ad accogliere un insegnamento e a vivere il cambiamento.

Per ancora molto tempo la maggior parte delle esperienze sociali saranno solo un ricordo.

Verranno attuate misure di prevenzione che, letteralmente, vanno contro al piacere di vivere una di queste attività:

  • palestre con un numero limitato di accessi simultanei, con obbligo di utilizzo di D.P.I. e obbligo di disinfezione di attrezzi dopo ogni utilizzo.
  • aggregazione ricreativa (eventi sportivi, discoteche ecc.) sospesa senza date precise, ma sicuramente non prima dell’estate.
  • corsi di formazione esclusivamente, per ora, online.

Queste solo alcune delle misure adottate, ma sicuramente che si faranno sentire di più.

E il lavoro?

Il lavoro riprenderà, più o meno velocemente, e darà l’opportunità a realtà innovative e più attente alle nostre reali esigenze di farsi strada, facendo perdere un po’ di terreno alle cose superflue.

O almeno lo spero.

Tutto questo che effetti avrà sul nostro essere?

Come sempre ci sarà chi riesce a imparare la lezione e chi no, chi riuscirà a sentire o a vedere qualcosa di diverso e qualcuno che preferirà rimanere sordo e cieco.

Ma se anche l’1% avrà capito qualcosa ne sarà valsa la pena.

Non si sarebbe più potuto andare avanti così, immersi in una routine tossica che non lasciava spazio nè a reali bisogni nè a sentimenti nè ad altruismo.

Consumismo e puro ignorante egoismo, ignorante perchè dettato dalla mancanza di conoscenza, alimentato solo dal desiderio di apparire.

Gli affetti.

Riscopriremo il valore dei rapporti interpersonali, amici e parenti non verranno più dati per scontati, si cercherà di godersi gli attimi passati in loro compagnia e si imparerà a capire che l’astio e le orgogliose prese di posizione possono privarci, inutilmente, di tutto ciò.

Si capirà il valore di un abbraccio, di una pacca sulla spalla e di un bacio in fronte.

Capiremo l’importanza di un pranzo o di una riunione di famiglia, l’importanza di vedere le varie generazioni che interagiscono e si divertono insieme.

E magari…

Impareremo che non siamo padroni di questo pianeta ma siamo dei semplici ospiti, ospiti maleducati e che non si riescono a mandare via.

Basterebbe così poco per cambire in positivo le cose, diminuire l’inquinamento, migliorare la qualità di vita degli altri esseri viventi e lasciare ai nostri postumi un pianeta che può ancora essere vissuto.

Sarebbe bello…